In fondo avere tre edizioni giornaliere per Paese Sera è stato precorrere i tempi e anticipare l’informazione di oggi, che vive sul web e non si spegne mai. Un filo tiene legata quella storia a Paesesera.it.
Quando il 19 maggio scorso abbiamo “acceso” il nostro quotidiano avevamo due ambizioni: dare le notizie e trovare le parole giuste per dire di Roma. Un gruppo giornalisti, insieme al direttore Enrico Fontana, s’è messo a cercare. Innanzitutto ha portato nel mondo dei nuovi media lo spirito del vecchio Paese Sera: un giornalepopolare e innovatore, di sinistra ma capace di guardare oltre. Poi s’è messo in ascolto di quello che si muove davvero dentro la città e ha iniziato a fare informazione: con professionalità e incoscienza, onestà e curiosità.
Paesesera.it ha raccontato – spesso in anteprima o in perfetta solitudine – la politica senza politicismi e le mafie senza ipocrisie, le battaglie e le idee dei cittadini (tutti, anche quelli delle periferie, o gli ultimi, o gli stranieri o i rom) senza pregiudizi e censure. Ha dato spazio ad artisti e sportivi, soprattutto quelli che non trovano un palcoscenico adeguato, a notizie da quartieri incredibilmente abbandonati, a storie inedite e inchieste che nessuno ormai scrive, alle campagne e le iniziative delle associazioni che potrebbero cambiare in meglio la città.
Il lavoro fatto è certo insufficiente e ha bisogno sempre di nuove risorse e mezzi, ma oggi Paesesera.it può dire di avere conquistato i suoi lettori nei palazzi e tra la gente, al centro e in periferia. Soprattutto, può dire di avere costruito il suo racconto di Roma, di avere tracciato un quadro inedito della città. Straordinario e contraddittorio, entusiasmante e avvilente. Quello delle libertà e dei diritti, radicati nel passato e che guardano al futuro. Abbiamo scelto di stare da una parte: con le cittadine e i cittadini di Roma. Partigianamente.